Recensioni musettimanali
Recensioni Musettimanali - 18 Maggio
iako - “IL SOLE è ROSSO”
Un mondo precario, tutto cambia e si trasforma e questo cambiamento è difficile da affrontare. Con il suo timbro unico, iako si apre con il pubblico e tramuta la sua irrequietezza in un brano che è un ossimoro. La dolcezza infatti della sua voce si contrappone a un testo inteso, un racconto di un groviglio interiore che tutt* abbiamo provato almeno una volta. iako non smette di stupire, e anche questa volta ascoltarlo fa venire la pelle d’oca.“IL SOLE è ROSSO” racconta ciò che, prima o poi, affrontiamo tutti: la crescita, l’invecchiare e la presa di coscienza di ciò che odiamo, di ciò che temiamo di affrontare, delle cose sciocche e di quelle fragilità che ci rendono goffamente umani. Il tutto accompagnato da sonorità hyperpop.
TÄRA - “”
È difficile trovare le parole per descrivere al meglio questo EP. 6 brani potenti, freschi. Ascoltare queste canzoni fa nascere una riflessione importante su cosa sta succedendo in Palestina, raccontato con parole perfette. Sembra un abito cucito alla perfezione, con testi potenti, una voce angelica e suoni arabi. Questo mix rende il progetto di TÄRA un’opera da non ignorare ma da assaporare, e il modo migliore per farlo è sentire i suoi racconti, partire dai suoi ricordi e dalle radici di un popolo che esiste e resisterà per sempre.
Tiziano Ferro, Lazza - “”
L’unione della vecchia e della new generation riporta in voga il grande successo del 2001 di Tiziano, che decisamente nessuno aveva dimenticato. Un vero e proprio ponte generazionale che unisce artisti e stili diversi, rivisitando il brano in una chiave più moderna. Il nucleo emotivo resta lo stesso, ciò che cambia è la forma, con una nuova strofa scritta ed interpretata da Lazza e una nuova produzione di NKO e Zef. Merita un ascolto.
Willie Peyote, Brunori Sas - “Mi arrendo”
Un brano che unisce alla perfezione il linguaggio diretto e pungente di Willie e la componente più intima e poetica di Brunori. Una riflessione sui tempi e sulla società che stiamo vivendo e che ci siamo abituati ad accettare. Una costante richiesta di successi ed obiettivi da raggiungere, che possono spesso pesare come un macigno. “Mi arrendo” non è una resa, ma una presa di coscienza, l’accettazione della vulnerabilità, della possibilità di non farcela, senza che sia un errore.
Amalafede - “”
Dal fitto intreccio di linee melodiche calde e sensuali e di una sezione ritmica intensa e pulsante, emerge un racconto quasi cinematografico, che attraversa il tempo: è un fermo immagine che si muove tra le commedie anni 80, coi suoi ambienti urbani, popolari, dal tono spensierato e il film modernista d'autore degli anni 60 e il suo stile introspettivo ed impegnato. In poche parole, è un viaggio on the road tra sensazioni del tutto opposte, eppure coerenti nella loro complessità.
Rareș - “Sincero”
Sincero è davvero un album sincero! È emotivo, luminoso, vulnerabile ma anche pieno di vita. Non ha paura di osare con le sonorità, di giocare con i testi e di incantarti con ritmi magici che ti restano in testa. Rareș è capace di descrivere quelle emozioni e quelle sfumature a cui non sapevi dare un nome. Che non sapevi nemmeno si potessero descrivere a parole. Quest'album ti riempirà il cuore di meraviglia e purezza, provando a regalarti delle lenti colorate per guardare dentro e fuori da un'altra prospettiva!
Tueri Damasco - “”
Tueri Damasco porta una malinconia leggera, di quelle che fanno pensare ma finiscono sempre con un accenno di sorriso. La voce è timida, così come le melodie che la accompagnano. Questi brani non hanno bisogno di un’esplosione vera e propria; urlano proprio perché scelgono di non farlo. Più che imporsi, lasciano spazio alla fragilità, trasformandola nel loro punto più espressivo. È un ascolto delicato che, più che travolgere, accompagna.
18k, Visino Bianco, UNK - “FOTTUTO COLTELLO”
Soldi che mentono, paranoia addosso e rabbia che continua a martellare. “FOTTUTO COLTELLO”, partenza pesante e tensione fino alla fine dell’ascolto: il ritornello colpisce subito, insistente, ossessivo. 18k apre la traccia con un’energia distruttiva, poi Visino Bianco e UNK aggiungono carburante, incastrandosi perfettamente in questa spirale. Una corsa sporca, scura e fresca.
Mace, Salmo, Colapesce - “Cattive abitudini”
Le “Cattive abitudini” descritte da Salmo e Colapesce sono il limbo in cui ricadiamo sempre, sappiamo che ci fanno male eppure ripetiamo sempre lo stesso errore. Sono due facce della stessa medaglia: da un lato Salmo, che con le sue barre ci sbatte in faccia la verità, mostrandoci che, anche riconoscendo gli errori fatti, si finisce sempre per cadere in quelle cattive abitudini. Dall’altro lato Colapesce, con un ritmo sicuramente più ipnotico, non c’è rabbia nelle sue parole, solo consapevolezza. Questo brano non ci dà una soluzione, ma ci comprende, ci dimostra che nonostante tutto, ricadere nei propri errori è la cosa più umana che esista.