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Verosimile e i frammenti dell'anima

Quello di Verosimile è un lavoro elegantemente confezionato, curato in ogni dettaglio. È un EP di enorme qualità e ascoltandolo ho scoperto che avevo bisogno di qualcosa del genere. La voce è delicata, sofferente e sottile come una lama, ma anche morbida e luminosa. Si muove nei larghi confini dell'electro RNB: è brutalista e barocco al tempo stesso, ma è difficile dare una definizione arbitraria a questo lavoro.

Verosimile si è assicurata di non rientrare in nessuna definizione. La prosa si serve di un linguaggio mistico e sinestetico, evidenzia il tentativo di rimanere interi, sani e in armonia dopo essersi frammentati, dopo essere arrivati troppo lontani. La prima impressione che ho avuto è quella di avere di fronte musica, sentimenti e parole dallo spirito antico, profondo e allo stesso tempo proiettato tragicamente sul futuro.

È musica immersa nei fumi di incenso. Crescere smette di essere speranza e possibilità, solo certezza di distruzione. La dimensione estetica è fondamentale, però poi torna il tema della decomposizione, scomporsi in pezzi, abbandonarsi al flusso delle cose per vedersi trasformati, o annullati. Poco importa, serve sollievo. Si respira una tensione spirituale tangibile: diventare un punto fermo e sereno nel mezzo del caos è un processo doloroso e complesso, forse impossibile.

Le soluzioni mainstream non funzionano, forse un ritiro in Tibet potrebbe aiutare? Come fuggire? Dove? Non è musica consolatoria, il sollievo arriva solo dalla dopamina iniettata al cervello, semplicemente perché stiamo ascoltando della musica; all'anima rimane una porta aperta sull'oceano cosmico delle proprie fragilità. Insomma mi è piaciuto e non vedo l'ora di ascoltare altro.

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